LUCERA CITTA’ DEI TEMPLARI

Prima della scoperta della polvere da sparo esistevano le città roccaforti che per le loro posizioni geografiche   in zone ricche  e facilmente  accessibili, costituivano un baluardo naturale abitabile perché univano nel  loro seno  sia le esigenze difensive e sia  le esigenze economiche e commerciali di

 gruppi sociali consistenti  .  Lucera aveva avuto questo dono dalla natura e lo seppe sfruttare appieno attraverso i secoli, fino a che le scoperte scientifiche e le vie commerciali furono  trasferite  nei dintorni .

Restano pero’  molte tracce di questa sua supremazia fin dai tempi dei Romani , ma anche prima , quando era parte della magna grecia . Fino  al 1500 d.C. Lucera era capitale indiscussa del nord della Puglia e la sua influenza arrivava dall’attuale Termoli  fino a sud di Bari ed era un  importante snodo e  punto di collegamento tra il  nord e il  sud adriatico ; nel medioevo fu invece   un’ importante  roccaforte  nelle retrovie dei porti  pugliesi rivolti all’oriente .

Per  riferirci alla storia più “ recente” pensiamo a Diomede, l’ eroe greco, amico di Ulisse  che la tradizione vuole che pose la sua sede stabile  a Lucera dopo infinite peripezie e guerre nel mediterraneo , mentre  nei tempi romani   fu scelta  come stanziamento  per una colonia togata, cioè composta da liberi cittadini romani che dovevano controllare gli interessi di Roma nell’area  . Per fare un esempio  dell’importanza geografica di una rocca ben posizionata, pensiamo ad Arpi che costituiva un grosso nucleo  abitato più a oriente rispetto a  Lucera e  forse  con un economia che  arrivò ad uguagliare quella  in certi periodi,  ma  bastò la venuta di Annibale che, ponendola  sotto assedio  , dovette subito  aprirgli le porte senza colpo ferire , cosa che non  fu possibile  in nessun  modo al grande stratega  con la rocca di Lucera .  I Romani  poi  si vendicarono  di Arpi come fecero  per la città di Capua,  radendola al suolo e cospargendovi il sale .  Arpi infatti era solo circondata da deboli mura che offrivano una scarsa difesa e non poteva opporre nessuna resistenza  a un qualsiasi esercito che avesse un po di consistenza .

Sappiamo poi come ai tempi delle guerre civili Pompeo elesse proprio Lucera a  base per le sue operazioni  contro Giulio Cesare .

I suoi  disegni  pero leroico condottiero  riuscì ad eludere costringendolo alla fuga  in Grecia  fino alla disfatta di Farsalo in Tessaglia il 9 Agosto del  48. a. C. dove nello scontro frontale,  nonostante Pompeo avesse un esercito superiore,  caddero 15.ooo uomini e furono fatti 23.ooo prigionieri da  Giulio Cesare .   Lucera diede a Pompeo un contributo di 14 coorti che non gli valsero per la vittoria finale .

Nel periodo Costantiniano  intorno al  4° secolo  d. C.  l’Italia venne distinta in quattro Diocesi  o Vicariati  e tutte poi furono  suddivise in  29 province e una  di queste province era Lucera, dicono la più vasta ,  che comprendeva nel suo  territorio  parte del Molise e quasi  tutta la Puglia . 

Ecco come si spiega che  gli imperatori Valentiniano e Valente nel 365 d.C. firmano una legge  riguardante l’agricoltura proprio a Lucera . Cosi pure nella Tavola Peuntigeriana del 4° secolo  Lucera compare disegnata con un numero di torri superiore a qualsiasi città del sud,  cosa che  metteva in evidenza la sua importanza strategica ed economica  . I Longobardi poi  fecero di Lucera un importante castaldato insieme a Monte Sant’Angelo ,  che Costante II , imperatore d’Oriente,quando  venne in Italia per sottrarla al potere dei longobardi, dovette distruggere .  

Verso   l’8° e  il 9° secolo  e poi a più riprese nei secoli successivi,  assistiamo invece a una rapida conquista musulmana di tutta l’Italia meridionale  attraverso le  coste, con rapidi colpi di mano  fin nelle parti piu interne,  senza però che si trasfomasse in una vera e propria guerra di  conquista stabile  .  Ma nelle zone di Bari ,  fino a Taranto e Brindisi  e in gran parte della Basilicata, si erano create delle grosse enclave musulmane che nessuno in Italia riusciva a fermare  .   Nel 846 d. C. per mettere freno a una situazione oramai disperata e senza nessun controllo , quando si vide  che anche il potente monastero di Cassino fu messo a ferro e fuoco dalle orde saracene dei  musulmani , si invoco’ unanimemente l’aiuto dei francesi dell’imperatore  Ludovico II . Questi convocò un esercito   proprio  nella  rocca di Lucera  con un editto  rivolto  a tutti i feudi   e signori d’Eurpa, nonché abati di  monasteri,per  una  raccolta di truppe che dovevano organizzarsi e  assediare l ‘enclave  saracene nel sud delle Puglie e lungo le coste  .  Da Lucera quindi partì la riconquista dei cavalieri cristiani  verso il sud della Puglia,cavalieri e truppe che avevano come base logistica la rocca di Lucera, dove si organizzavano  prima di intraprendere le lunghe guerre che portarono alla liberazione di Bari e di  tutte le città costiere in anni di estenuanti combattimenti fino alla liberazione totale della Puglia . Quindi  a Lucera giunsero a raccolta  cavalieri di tutta europa e   in special modo francesi e teutonici  per combattere i barbari conquistatori . Qui vennero per  decenni a  cercare gloria e a farsi un nome i nobili di molti casati d’Italia  .  Le terre di puglie e i suoi campi di battaglia  compaiono in molte opere medioevali di cavalieri cristiani . San Francesco viene in Puglia per combattere i saraceni  prima ancora della guerra tra Assisi e Perugia . Non a caso nei fioretti , quando poi si votò alla vita religiosa , si dice che prese  proprio a Lucera  l’ordine del diaconato, perché  nessuno lo avrebbe ammesso a predicare in una chiesa senza che avesse avuto almeno un ministero.

Quindi Lucera si è spesso contraddistinta come piazzaforte economica militare e le sue ultime grandi  battaglie furono intraprese proprio nel periodo delle crociate . Nella Gerusalemme liberata di Ludovico Ariosto compaiono i crociati del Gargano che furono quasi certamente tutti lucerini .   Quando gli ultimi arabi furono costretti a forza a venire a Lucera dalla Sicilia  dopo il mille , Lucera divenne di nuovo  una piazzaforte militare da cui Federico II partiva per le sue scorrerie  con la soldataglia araba contro  i comuni liberi d’Italia . Fu il periodo più sanguinoso  d’ Italia dopo la guerra greco-gotica de 5° secolo, dove intere città del nord  e del  sud vennero  distrutte e depredate unicamente perché volevano sottrarsi all imperatore  despota che nessuno voleva riconoscere come imperatore d’Italia . Osteggiato e scomunicato più volte dal papa perché insiedava vescovo chi gli pareva e allontanava chi non lo riveriva, oltre a non tenere conto alcuno  delle realtà politiche e autonome che erano andate costituendosi in Italia e all’estero, egli navigo’ contro gli interessi della penisola badando solo al rinforzare il suo potere .Non a caso ci fu una strana alleanza in quel periodo tra ghibellini e musulmani che combattevano insieme contro la dinastia francese  e a favore della dinastia Sveva  che magari portava avanti le idee della tolleranza e della pace  favorendo una discutibile  alleanza con l’oriente musulmano  . Una pace che pero’ significava tolleranza verso le  continue scorrerie  e i saccheggi  lungo le coste , tolleranza verso  le conquiste  arabe in italia favorendone altre con l’aiuto degli ebrei loro alleati a quei tempi,  come lo furono verso l’impero Ottomano alla conquista dell’europa successivamente; significava  cessazione delle crociate e ratificazione  del predominio musulmano in tutto il mediterraneo consacrando di fatto tutta la conquista araba  del nord africa  cristiano un tempo dell’impero d’occidente e d’oriente .Quindi  autorizzazione  da parte dell’imperatore a guidare la  Chiesa e a consacrare i suoi  vescovi al posto del Papa . Queste idee di pace e tolleranza che furono le premesse politiche  dell’eclettismo filosofico dell’umanesimo rinascimentale non miravano affatto a migliorare le condizioni sociali del popolo della penisola , ma mirava a scacciarlo ancor di più sotto il tallone feroce di un  signore che aveva di mira solo il potere senza alcun   problema morale , prova ne fu la lotta  contro i comuni . Idee simili, riprese durante la rivoluzione francese , che sulla carta appaino tanto moderne e progressiste ,  non portarono nessun miglioramento sociale  e dove più  furono attuate dal fanatismo rivoluzionario , portarono solo  fame  e ancora più  miseria  in interi popoli ancora adesso  .    Prova ne abbiamo quando il meridione d’Italia fu piemontizzato  bladamente con quelle idee e si procedette alla confisca di tutti i beni della Chiesa e dei monasteri  pensando cosi di risolvere il problema sociale . Si presero poi massacratori di meridionali (es. Nino Bixio )  e si elessero ad eroi  costruendogli statue .  Le popolazioni  meridionali che non avevano  mai conosciuto l’emigrazione di massa in millenni di storia , anzi l’avevano  accolta ,  furono costrette  dalla fame e dalla miseria dei nuovi conquistatori con le idee di progresso  a partire per le americhe  e a soffrire  spaventose epidemie frutto della miseria . Ma al tempo dei templari che non venivano ancora soppressi (1310), le città costiere  pugliesi divennero degli importanti luoghi di sbarco e di imbarco per le guerre di liberazione della Terra Santa : Barletta , Molfetta , Bari  erano il retrovia della Palestina , dove venivano condotti i feriti negli ospedali e dove si raccoglievano le nuove truppe .  Ma chi c’era a organizzare le forze sul campo e chi raccoglieva i fondi per quell’immane sforzo finanziario  ? Teniamo presente che  la Palestina era una terra povera e si andava lì non per ricevere in cambio petrolio. C’era poco da guadagnare da quel colonialismo , anzi c’era da rimetterci le penne ! Ma la guerra santa  per la liberazione del sepolcro di Cristo era il maggior  impegno che il laico poteva offrire alla Chiesa nel medioevo cristiano  . Fu  quella la politica estera dei cristiani per secoli , anche se oggi sembra essere rinnegata e le crociate colpevolizzate dalla nuova storiografia filopiemontese . Come il cavaliere cristiano portava la giustizia nelle contrade senza legge e senza autorità  del basso medio evo , specie nelle campagne sperdute e nei piccoli borghi dove comandavano delinquenti, maghi e streghe,nonché le fiere selvagge, cosi essi combattevano per la santa causa e la giustizia contro i barbari che occupavano la Palestina e  attaccavano i convogli dei pellegrini cristiani che vi si recavano in pellegrinaggio.  Pipino di Barletta era un notaio appartenente ad un Ordine cavalleresco impegnato nella guerra di  Terra Santa,  quando vide la sua città rasa al suolo dalle orde barbariche di Federico II che muovevano da Lucera .  Ecco che considerò come primo obbiettivo cacciare proprio dalla Puglia i nuovi barbari  e chi li comandava .  Il nemico  ora era in casa e non bisognava più andarlo cercare in Terra Santa . Il suo potente Ordine, i Templari, amministravano immense ricchezze che servivano a finanziare la guerra e a equipaggiare le navi . L’ economia della Puglia era nelle loro mani fino a quando arrivò Federico II coi suoi saraceni . Avevano possedimenti ovunque in Puglia e si incaricavano di costruire chiese e spesso castelli particolari come Castel del Monte che a torto viene attribuito all’imperatore svevo . Altri castelli simili , a forma esagonale ,  li avevano  già costruiti in Francia. Quindi Pipino di Barletta fu tra i massimi promotori della guerra contro i saraceni di Lucera  e anche tra i conduttori stessi  ,  dopo aver convinto il papa e il re di Francia a impegnarsi concretamente per la riuscita dell’ impresa . Fu lui a costruire a Lucera  la chiesa di San Francesco , a demolire la moschea e a ricostruire la cattedrale . Ancora oggi nella chiesa di san Francesco sono  visibili le croci templari   dipinte sui muri .  Il re Carlo II D’Angiò gli diede in dono i terreni e le proprietà di Abdalusio ( Abdullà ) , lo sceriffo arabo che aveva cacciato i Benedettini del potente  Casato  di san Filippo e Giacomo nelle cui mani era pure Tirtiviri e ne aveva requisito le proprietà. Anche a Napoli fece costruire coi  suoi soldi una Chiesa, S. Pietro a Majella tenuta dai celestini ,  dove è ora sepolto e che  è l’esatta copia della cattedrale di Lucera .

eugenio